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Autore Discussione: Misteri, leggende e curiositÓ  (Letto 4042 volte)
Mission
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« inserita:: Febbraio 14, 2010, 10:41:47 am »

Inizio con la storia di Rasputin.



Questo personaggio fu un monaco che riusc ad acquisire una fama di guaritore, e dato che il nipote dello ZAR di russia era ammalato di emofilia (malattia  fu chiamato per intervenire.. effettivamente il bambino migliorava con le sue preghiere..
pero si sparse la voce che influiva sulla politica della russia, quindi membri della famiglia reale decisero di assassinarlo.La sua morte fu romanzesca come la sua vita. Fu avvelenato con il cianuro durante una cena a casa dello Jusupov, ma dato che incredibilmente resisteva al potentissimo veleno i congiurati decisero di sparargli. Nonostante fosse stato abbondantemente avvelenato e colpito al cuore, Rasputin si riebbe, raggiunse la porta e prov˛ a fuggire, ma fu raggiunto e finito a bastonate. Il suo cadavere fu gettato nel canale Fontanka, riemergendo due giorni dopo; secondo l'esito dell'autopsia (eseguita la notte del 20 Dicembre, effettuata dal professor Kosorotov), ancora pi¨ incredibilmente, il corpo non presentava tracce del veleno, dando luogo a dispute tra gli storici circa l'effettiva modalitÓ di eliminazione.
qui c'Ŕ la foto del suo cadavere, abbastanza cruenta quindi forse non adatta ai piu sensibili.
http://apwhod09.pbworks.com/f/rasputin5ib.jpg
Da considerare che fu riscontrata acqua nei polmoni, quindi nonostante il veleno, i colpi di pistola e le bastonate, Rasputin fu gettato nell'acqua ancora vivo, dimostrando una inaspettata e sorprendente vitalitÓ. Rasputin, quindi, fu sepolto, ma il suo corpo venne poi dissotterrato e bruciato ai bordi di una strada.
« Ultima modifica: Febbraio 14, 2010, 10:45:39 am da Mission » Registrato

Dany92
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"La perfezione non esiste"


« Risposta #1 inserita:: Febbraio 06, 2011, 06:13:58 pm »

una bella storia misteriosa Ŕ senza dubbio quella di Azzurrina (che ultimamente la trasmissione Mistero ce la sta proponendo in tutte le salse ectoplasmatiche xd):

La leggenda di Azzurrina sarebbe stata tramandata oralmente per tre secoli, presumibilmente venendo di volta in volta distorta, ampliata, abbellita. Solo nel '600 un parroco della zona la mise per iscritto assieme ad altre leggende e storie popolari della bassa Val Marecchia.
Guendalina era albina. La superstizione popolare del tempo collegava l'albinismo con eventi di natura magica se non diabolica. Per questo il padre aveva deciso di farla sempre scortare da un paio di guardie e non la faceva mai uscire di casa per proteggerla dalle dicerie e dal pregiudizio popolare.
La madre le tingeva ripetutamente i capelli con pigmenti di natura vegetale estremamente volatili. Questi, complice la scarsa capacitÓ dei capelli albini di trattenere il pigmento, avevano dato alla bimba riflessi azzurri come i suoi occhi che ne originarono il soprannome di Azzurrina.
La leggenda narra che il 21 giugno del 1375, nel giorno del solstizio d'estate, Azzurrina giocava nel castello di Montebello con una palla di stracci mentre fuori infuriava un temporale. Era vigilata da due armigeri di nome Domenico e Ruggero. Secondo il resoconto delle guardie la bambina inseguý la palla caduta all'interno della ghiacciaia sotterranea. Avendo sentito un urlo le guardie accorsero nel locale entrando dall'unico ingresso ma non trovarono traccia della bambina. Il suo corpo non venne pi¨ ritrovato.
La leggenda vuole che il fantasma della bambina sia rimasto intrappolato nel castello e che torni a farsi sentire nel solstizio d'estate di ogni anno lustro (cioŔ che finisce per 0 e 5).

Nel 1989 il castello, che Ŕ inserito tra i monumenti nazionali italiani, Ŕ stato restaurato dai proprietari, la famiglia dei conti Guidi di Bagno, e aperto al pubblico a pagamento. A partire da quella data vengono fatte ricerche da parapsicologi col fine di catturare, tramite registratori audio ad attivazione sonora, rumori all'interno del castello prodotti dal presunto fantasma. Gli autori delle registrazioni sono erroneamente identificati come esperti dell'UniversitÓ di Bologna, ma in realtÓ appartengono al Laboratorio interdisciplinare di Ricerca Biopsicocibernetica (IRB) di Bologna, istituto privato non legato alle attivitÓ accademiche, fondato da Michele Dinicastro e Daniele GullÓ[2][3]che hanno anche materialmente realizzato le registrazioni. Il malinteso deve essersi creato a causa della partecipazione, durante uno dei sopralluoghi, di altri due accademici dell'UniversitÓ di Bologna che hanno accompagnato i due parapsicologi nel loro studio. Al termine della visita guidata al castello vengono fatte ascoltare al pubblico alcune registrazioni. Il luogo dell'audizione Ŕ lo stretto, basso e poco illuminato corridoio nel quale si apre nel pavimento la botola per la ghiacciaia, dominato sullo sfondo da un quadro (della pittrice Maria Morliz) raffigurante il volto azzurro di una bambina. La scena Ŕ illuminata da un riflettore dello stesso colore, in un'atmosfera sicuramente suggestiva.
« Ultima modifica: Febbraio 06, 2011, 07:10:22 pm da Neferseti » Registrato






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« Risposta #2 inserita:: Marzo 09, 2011, 06:49:00 pm »

Secondo i maggiori storici contemporanei e non , la scomparsa di Azzurrina sarebbe pi¨ da ricercare nell'ambizione spregiudicata del padre che non in veri e proprio misteri dell'occulto.
L'avere una figlia albina, con tutti gli annessi e connessi che la superstizione del tempo comportava, gli avrebbe precluso infatti il successo, il prestigio e le cariche politiche a cui ambiva.
Quindi avrebbe organizzato l'omicidio e la sparizione del corpo della figlia, per evitare scomodi pettegolezzi di corte, scandali e gossip, che al tempo ( come se fosse cambiato qualcosa al giorno d'oggi) non mancavano.
Che poi l'eterea presenza della piccola abiti ancora quelle mura non lo so e non lo posso dire (non che le pagliacciate in stile "Mistero" possano dipanare molti dubbi) ma sono fin troppo scettico riguardo questi eventi.
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